Mission: la storia vera di Saeid

La Bibbia in urdo appartiene a Saeid,  che in Pakistan era un amministratore aziendale, insegnante di musica insieme alla moglie, padre di un bellissimo bimbo. Era anche il Pastore di una Chiesa Evangelica, alla quale si dedicava quasi completamente negli  ultimi anni vissuti in quel paese.

Un giorno  tre ragazzi si recarono da lui in chiesa e iniziarono a fare delle domande sulla Bibbia. In seguito all'affermazione di uno di questi che i cristiani avevano cambiato la Bibbia, Saeid rispose che la Bibbia può cambiare le persone, ma non il contrario. La conversazione proseguì con Saeid che, amabilmente, con la  calma e la  gentilezza che lo distinguevano, rispose ad ogni domanda. I ragazzi se ne andarono poco dopo e nulla faceva presagire il triste seguito.

Infatti qualche ora dopo Saeid ricevette una telefonata di suo padre il quale, molto angosciato, lo avvertiva di andare a prendere la famiglia e scappare in fretta, perché era stato denunciato per blasfemia.

Ed ecco che in un attimo la sua vita è stata sconvolta per sempre. Ha dovuto lasciare tutto dietro di sé e costretto a nascondersi con la moglie e il bambino di tre anni, aspettando che la sua chiesa riuscisse ad aiutarlo a scappare e a pagare qualcuno che li  portasse via in sicurezza.

Un uomo accompagnò Saeid fino a Milano, ma senza rivolgergli quasi mai la parola o dire almeno dove lo avrebbe portato. Atterrati a Milano, presero il treno fino ad arrivare a Trento. Quest'uomo, ingannandolo, chiese la sua borsa per andare a comprare un altro biglietto ma poi sparì, lasciandolo senza documenti ne soldi.

La sua prima notte a Trento Saeid la trascorse in una panchina in Piazza Dante. Per un anno sua moglie e il bambino rimasero nascosti in Pakistan finché lui ottenne lo status di rifugiato e poté così fare domanda di ricongiungimento familiare.  

Adesso Saeid fa tutto quello che può per dare il suo appoggio ai pachistani che arrivano qui nelle sue stesse condizioni, perché sa il quanto è difficile ricominciare la vita da capo in un altro paese. 

Copyright Cassia Raad

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